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giovedì 4 agosto 2016

Art[e]state Pianella (OpenLab)



In occasione dell'OpenLab organizzato dall'accademia teatrale Arotron io e altri due allievi del laboratorio Proscenio abbiamo deciso di partecipare a questo evento. Per tre giorni consecutivi ci siamo recati a Pianella, un piccolo paesino abruzzese, un posto incantevole e molto affollato in questo periodo estivo. Nei primi due giorni al mattino avevamo lezioni con tre degli insegnanti dell'accademia.




Sono stati giorni molto intensi, era richiesto un grande impegno, dopotutto dovevamo preparare lo spettacolo in soli 2 giorni per noi dell'OpenLab. Ovviamente avevamo poche battute ed eravamo in scena di rado ma dovevamo integrarci bene con gli altri.





Ammetto che non  è stato difficile, grazie alla nostra prepazione durante l'intero anno con Proscenio, ma soprattutto grazi ai ragazzi di Arotron che sono stati fantastici, ci siamo trovati in poco tempo a dover collaborare, quindi si è creata una buona interazione fin da subito. Ovviamente avevamo livelli di preparazione diversi, ma non ci hanno impedito di portare in scena lo spettacolo.

  Voglio ringraziare tutti gli studenti dell'accademia e soprattutto i docenti che in soli tre giorni ci hanno fatto lavorare sodo ed insegnato nuove tecniche utili per questo lavoro. Per lo spettacolo non ero affatto teso avevo solo una grande curiosità di capire cosa sarebbe venuto fuori, ero emozionato si, per la prima volta mi esibivo all'aperto e poi la scenografia che svettava così alta nella piazza di Pianella era qualcosa di fantastico, la scena della tempesta infatti è stata una delle migliori. L'aria era così elettrica ed il cielo pieno di nuvoloni grigi che sembrava annunciasse un diluvio, per foruna non accadde nulla, ma sarebbe stato incredibile recitare sotto la pioggia!

 
 

Per concludere vorrei dire la mia sulla scelta registica che non è stata ottimale. Quel poco che ho imparato del teatro in questo anno è il ritmo da tenere in scena. L'attenzione dello spettatore deve essere costante, se la rallenti o la arresti è molto difficile poi farla tornare alta.
Se nel mezzo si inseriscono brani musicali con ritmi lentissimi e poco emozionanti la scena crolla rovinosamente, ed è quello che è successo. I ragazzi di Arotron sono stati bravissimi secondo me, ma non potevano reggere quel calo di attenzione che si creava quando cambiavano le scene. L'esempio che mi viene in mente è la pubblicità nei film, che automaticamente ti riporta sul tuo divano e ti catapulta fuori dalla storia. (Per questo e altri motivi non guardo mai la tv) Non voglio neanche tralasciare i problemi tecnici sorti solo durante lo spettacolo (purtroppo) che hanno danneggiato la visione desiderata dal regista.

Che dire... L'esperienza per me è stata molto formativa, ho visto come lavorano davvero degli attori in un accademia (con i controcazzi, passatemi il termine) studiano duramente, durante il riscaldamento sembra di vedere guerrieri pronti ad un imminente guerra. Credo che il talento non manchi agli allievi, ma lo studio costante rende questo talento uno strumento utile ad inseguire i propri obiettivi. Continuate così ragazzi! Merda merda merda!