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venerdì 18 giugno 2010

Animali da fattoria, bovino 3D



Piccola introduzione

Oggi invece di parlare di anaglifi, vorrei affrontare un argomento molto importante secondo me. Attraverso alcune fonti trovate in rete, vi mostrerò come vivono e muoiono gli animali da allevamento. Ultimamente sto cercando di smettere di mangiare carne, non è semplici ma ci sto riuscendo. Anche se per alcuni possono essere estreme le mie scelte, sono convinto come lo sono tante persone che gli animali provino emozioni proprio come noi. Guardate i cani, i gatti ma anche i topi (ne ho uno e posso garantirvi che sono animali assolutamente socievoli e non privi di emozioni come molti possono credere) o qualsiasi altra specie animale, anche noi lo siamo. Non vi sto chiedendo di non mangiare carne, vi sto però consigliando di vedere questo filmato e riflettere su come trattiamo gli animali noi esseri umani.

Chi sono?

Come accade per gli umani, la gestazione dei bovini dura nove mesi, e la mucca allatta il suo cucciolo per nove-dodici mesi. Uno dei loro sensi più importanti è l'olfatto, e da quello si pensa riescano anche a capire le emozioni dei propri simili. Infatti, quando nasce un nuovo vitello, tutte le mucche, per fare conoscenza col piccolo, si avvicinano per annusarlo.

I bovini conoscono le erbe medicinali che sono loro utili per curarsi dai piccoli malesseri, e le cercano e le mangiano per esempio quando hanno mal di pancia.

Laurie Winn Carlson, autrice di un libro sui bovini, afferma che le mucche "sono le madri più protettive esistenti in natura", capaci di attaccare qualsiasi animale minacci la prole. Cita la studiosa Nancy Curtis, la quale scrive di aver visto una mucca disorientata per la perdita del vitello che, dopo un mese, "ritornava sul luogo della nascita, cercandolo e chiamandolo. Ha richiamato in me il senso profondo dell'istinto materno che non è mai del tutto sepolto". [Masson]

Come vivono nella realtà...

Le mucche "da latte" sono selezionate geneticamente ed inseminate artificialmente per produrre quanto più latte possibile. Dall'età di circa due anni, trascorrono in gravidanza nove mesi ogni anno. Poco dopo la nascita, i vitelli sono strappati alle madri, perché non ne bevano il latte, e rinchiusi in piccoli recinti.

Portare via il vitellino dalla madre crea un'enorme sofferenza e angoscia in entrambi. Racconta John Avizienus della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals inglese, di una mucca che, separata a forza dal figlio, si fermava davanti al posto in cui l'aveva visto per l'ultima volta, e muggiva per ore e ore, piena di disperazione e tristezza. Allo stesso modo soffrono i cuccioli, che non possono stare vicino alla madre, non possono correre e giocare coi loro simili, non ricevono quell'affetto che a un cucciolo è necessario più dell'aria che respira.

I vitelli vengono poi alimentati con una dieta inadeguata apposta per renderli anemici e far sì che la loro carne sia bianca e tenera (come piace ai consumatori) e infine sono mandati al macello.

La mucca verrà quindi munta per mesi, durante i quali sarà costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte l'ammontare di quello che sarebbe stato necessario, in natura, per nutrire il vitello. Non sorprende che ogni anno un terzo delle mucche sfruttate nei caseifici soffra di mastite (una dolorosa infiammazione delle mammelle).

Per aumentare la produzione di latte, la mucca è alimentata con proteine molto concentrate, ma spesso neppure queste sono sufficienti, tanto da provocare lacerazione dei tessuti per soddisfare la continua richiesta di latte (in Inghilterra hanno coniato un termine per definire questa pratica: "milking off the cow's back", ossia mungitura del posteriore della mucca). Ciò provoca una condizione chiamata acidosi, che può rendere zoppo l'animale e ciò accade ogni anno al 25% delle mucche sfruttate per la produzione di latte.

Il prof. John Webster, autore del libro "Il benessere animale. Uno sguardo verso il paradiso", spiega che il dolore che sentono questi poveri animali è come quello che si prova se ci si chiudono le dita dei piedi in una porta e poi si cerca di camminare.

Dopo cinque o sei anni di questa vita, ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata. La durata della sua vita, in natura, sarebbe stata di circa 20 anni.

... e come muoiono nella realtà

I bovini sono animali tranquilli e fiduciosi, al macello no, se si tende la mano per toccarli si scostano terrorizzati. Stanno aspettando la morte, hanno visto i loro fratelli morire prima di loro. Arrivato il suo turno di morire, l'animale viene sospinto verso una specie di piccolissimo recinto, dove deve avvenire lo stordimento. Il macellaio gli appoggia sulla testa una specie di pistola cilindrica, spara. L'animale stramazza. Viene agganciato per una zampa, posteriore, e sollevato da terra. Un animale enorme, tutto il suo peso che strazia quella zampa, esile in confronto al corpo poderoso... quanto reggerà? Si spezzerà? Davvero non sente nulla? Come si fa a saperlo?

Dai filmati girati nei macelli si vede che a volte gli animali appesi a una zampa scalciano e cercano di scappare, o comunque cercano di muoversi. Sentono il dolore, sono ancora coscienti.

Arriva un altro macellaio con un lungo coltello, e taglia di netto la gola. Il sangue inizia a sgorgare. Lasciano scorrere il sangue per un po', poi iniziano a fare a pezzi l'animale, gli staccano del tutto la testa, gli tolgono la pelle, lo fanno a pezzi con le seghe elettriche. E poi, tutto in frigo. E' così che la bistecca arriva in negozio.

La vita emotiva degli animali da fattoria

Questa è solo una breve anteprima, ma qui potete trovare la versione integrale del filmato.



Fonti:

Anaglifo: jimf0390 Testo: Incontra gli animali Filmato: Tv Animalista